Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK
ambasciata_lisbona

Rapporti economici bilaterali

 

Rapporti economici bilaterali

In seguito alle riforme economiche e alle politiche di austerità applicate durante il periodo 2011-2015, sono stati registrati segnali di moderata ripresa nell’economia portoghese. La Banca Centrale del Portogallo prevede infatti un tasso di crescita del PIL dell’1,7% per il 2016 e dell’1,8% per il 2017, mentre l’FMI indica un incremento del PIL dell’1,4% nel 2016 e dell’1,3% nel 2017.
Nel 2015 le esportazioni portoghesi sono aumentate del 3,6% e le importazioni sono cresciute dell’1,9%. In particolare, si è registrato un incremento di scambi con i Paesi UE (+6,3% export, +4,2% import), mentre è risultato un trend opposto verso i Paesi Extra UE (-3,0% export, -4,8% import).
Le relazioni economiche e commerciali con l’Italia sono contraddistinte da una moderata crescita. L’Italia, nel 2015, ha consolidato con un aumento dell’export verso il Portogallo (+5,2%) il proprio quarto posto tra i Paesi esportatori (dopo Spagna, Germania e Francia), con una quota di mercato del 5,4% pari a un totale di 3,2 mld di Euro. Nello stesso periodo le importazioni di prodotti portoghesi sono aumentate del 2,9%, confermando l’Italia all’ottavo posto come mercato di sbocco, preceduta nell’ordine da: Spagna, Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti d’America, Angola e Paesi Bassi, con una quota mercato del 3,2%, pari a un valore di 1,6 milioni di euro. La bilancia commerciale bilaterale italo/portoghese nel 2015 si conferma quindi con un saldo positivo per l’Italia stimato a circa 1,2 milioni di euro. Le statistiche testimoniano dunque come l'Italia rimanga un partner commerciale di riferimento per il Portogallo, in special modo in alcuni settori a maggiore specializzazione produttiva (meccanico, chimico, farmaceutico, automobilistico, tessile e abbigliamento).
Diversa la situazione per quanto riguarda il flusso degli investimenti bilaterali. Sia pure a fasi alterne, gli IDE italiani verso il Portogallo negli ultimi anni hanno segnato un'evoluzione sostanzialmente negativa ed in ogni caso con volumi decisamente inferiori rispetto ai principali partner europei. Da anni l'Italia non figura nel ranking dei primi dieci investitori nel Paese iberico e i flussi annuali risultano in diminuzione. Nel 2014 gli investimenti italiani sono stati di 736,5 mln, mentre nel 2015 sono drasticamente scesi a 27,2 mln. Il tramonto della stagione dei grandi investimenti pubblici (specie nel settore infrastrutturale) ha senza dubbio intaccato parte dell'interesse potenziale delle nostro sistema produttivo verso questo Paese. Ancora più limitati sono gli IDE portoghesi verso l’Italia, con un totale di 7,7 mln investiti nel 2014 e 12,3 mln nel 2015.
Operano in Portogallo circa 150 imprese controllate da capitale italiano, in larga prevalenza piccole e medie imprese che dispongono di una presenza di tipo commerciale (filiali, succursali, centri di distribuzione o punti vendita). Non mancano tuttavia gruppi italiani di dimensioni maggiori, che operano attraverso una stabile presenza produttiva o sotto forma di collaborazioni industriali con partner locali, tra questi la Gres-Panaria (ceramiche), OLI (sistemi idraulici), Seda Group (packaging). In Portogallo sono anche presenti le grandi multinazionali italiane, fra cui ENI, Agusta Westland, FCA, Generali, Ferrero, GRUPPO Calzedonia, Benetton, GiGroup.
Risulta piú contenuta la presenza stabile di imprese portoghesi in Italia. Il mercato italiano viene spesso considerato attraente ma allo stesso tempo di difficile gestione ed altamente competitivo. I più rilevanti settori di investimento portoghesi sono rappresentati da quello immobiliare (3 shopping center gestiti dal gruppo Sonae Sierra), dal settore degli imballaggi plastici (Logoplaste), dal comparto delle energie rinnovabili, eolica (EDP Renovaveis) e fotovoltaica (Martifer Solar) e nel settore farmaceutico (BIAL).
Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare il sito Info Mercati Esteri.

Accordi e intese in campo fiscale
L. 10 luglio 1982, n. 562. Ratifica ed esecuzione della convenzione tra la Repubblica italiana e la Repubblica portoghese per evitare le doppie imposizioni e prevenire l'evasione fiscale in materia di imposte sul reddito, con protocollo aggiuntivo, firmata a Roma il 14 maggio 1980 (S.O. alla Gazz. Uff. n. 224 del 16 agosto 1982). (Entrata in vigore il 15 gennaio 1983)

Organizzazioni economiche internazionali che hanno sede a Lisbona
International Copper Study Group (ICSG)
International Lead and Zinc Study Group (ILZSG)
International Nickel Study Group (INSG)
European Maritime Safety Agency (EMSA)


27